Imago
Studio Associato di Architettura
Coppi tegole e pezzi
speciali
La
scelta dei materiali da utilizzare deve avvenire con occhio attento a tradizioni, caratteristiche ambientali
(piovosità, grandine, vento e neve) e alla necessità di inclinazione della
falda. Le coperture più utilizzate sono quelle in laterizio e in cemento. Tra
le altre sempre molto usate pietra, rame, fibrocemento, pannelli in alluminio o
acciaio, bituminose e in legno. Le tegole in laterizio comprendono il
tradizionale coppo, l'embrice (Toscana e Lazio), le marsigliesi, le portoghesi e
le olandesi. Per la ristrutturazione, sia la produzione in laterizio che quella
in cemento propone tegole anticate, ottenute con speciali impasti e trattamenti.
Gronde e pluviali
Rame,
lamiera zincata o preverniciata, acciaio inox e alluminio sono i materiali
metallici per la produzione di gronde e pluviali. I profili vanno dal classico
canale curvo, sino al trapezoidale. Le giunzioni sono chiodate o ribattute e
saldate a tenuta. In alternativa sono disponibili i più moderni sistemi in PVC
rigido antiurto e autoestinguente. Questi ultimi offrono grande semplicità di
posa, grazie al pratico assemblaggio a scatto e alle guarnizioni di tenuta a
secco.
Coperture
in legno
Le più
conosciute sono quelle a capriata, le più diffuse quelle a puntoni e arcarecci.
Ogni copertura in legno, oltre alla struttura primaria (colmo, puntoni, travi)
è provvista di una struttura secondaria per la distribuzione dei carichi
e l'aggancio delle tegole. A larice, abete e castagno massiccio si sono oggi
affiancate le travi lamellari, ottenute mediante incollaggio incrociato di
sottili tavole in legno. Se la manutenzione è stata costante gli interventi
di ristrutturazione possono ridursi alla sostituzione di qualche corrente
o poco più. Perdite trascurate possono rendere necessaria l'onerosa
sostituzione di arcarecci, puntoni e travi. La comparsa di parassiti xilofagi
(termiti, capricorno del legno ecc.) può compromettere l'intera copertura. Per
risolvere il problema si può intervenire sia attraverso iniezioni
nella struttura danneggiata sia mediante la realizzazione in opera di
protesi strutturali in resina appositamente studiate.
Coperture
in laterocemento
Assimilabili a
un normale solaio di calpestio, sono comunemente realizzate con travetti e
pignatte (grossi elementi forati in laterizio), lastre tralicciate, calcestruzzo
armato e gettato in opera. La faccia esterna del solaio viene completata con lo
strato isolante e le tegole, mentre quella interna presenta la finitura di
un normale soffitto. Se non si sono verificati dissesti statici
nell'edificio, gli interventi di recupero su una copertura in laterocemento
sono ridotti alla ripresa o al rifacimento degli intonaci (nel caso di
infiltrazioni gravi), alla soluzione di ponti termici (causa di muffe), o al
ripristino del manto esterno di tenuta.
L'isolamento della
copertura
Sul
piano grezzo, va realizzato uno strato isolante, uno di tenuta contro le
infiltrazioni e uno di ventilazione e aggancio delle tegole. L'isolante può
essere inorganico (fibra di vetro, lana di roccia), plastico (polistirene,
poliuretano espanso), o naturale (fibra di legno mineralizzata, sughero).
Per lo
strato di tenuta, si va dalle lastre sottocoppo (bitumate o in fibrocemento) a
speciali fogli permeabili al vapore e all'acqua. L'orditura deve favorire la
ventilazione naturale del sottomanto, per una maggior durata e un corretto
comfort igrometrico. Sempre più successo incontra la soluzione dei pannelli
preformati, che riassumono in un solo elemento le funzioni di aggancio delle
tegole, camera di ventilazione e tenuta e isolamento termico.
L'isolamento dall'interno
Gli
interventi di isolamento termico dall'interno, prevedono la posa fra i travetti
di pannelli o materassini isolanti da rifinire con perline o cartongesso. Nei
sottotetti inagibili, quelli cioè non percorribili o abitabili, si preferisce
stendere a pavimento appositi feltri in rotolo o, in alternativa, pannelli o
granuli sfusi di argilla espansa.
Il cartongesso
Questo
materiale il cui uso attualmente si sta affermando sempre di più, è costituito
da lastre sottili in gesso, rinforzate sulle facce con fogli in cartone. I
pannelli possono essere di tipo normale o speciale per offrire maggiore
robustezza, resistenza al fuoco, o particolari doti di idrorepellenza
nell'impiego in bagni e cucine. Per garantire un buon isolamento vengono
prodotti anche pannelli preaccoppiati a lastre in fibra di vetro o polistirene.
Le altezze consentono di coprire con una sola lastra lo spazio tra pavimento e
soffitto. Le lastre vengono avvitate su orditure in lamierino zincato e i giunti
rifiniti con stucchi e nastri di armatura. La finitura può essere eseguita con
pittura murale, carta da parati o piastrelle.
Oltre
alle applicazioni standard (pareti divisorie, cabine armadio, controsoffitti
ecc.) il cartongesso offre la possibilità di creare contropareti perimetrali
isolanti per migliorare la coibentazione della casa. Grazie a speciali orditure,
possono essere realizzate pareti curve, controsoffitti a volta e pareti
sagomate. Possono essere studiate anche soluzioni particolari per chi
desiderasse un buon isolamento acustico oltre che termico.
Nei
controsoffitti possono essere contenute canalizzazioni impiantistiche
(elettricità, illuminazione e condizionamento), così come materassini isolanti
per incrementare l'isolamento termo-acustico.
Nella
realizzazione di pareti divisorie sono disponibili profili per la realizzazione
di vani porta, così come armature e supporti per l'applicazione di carichi alla
parete come piastre di varia portata, supporti per termosifoni, mensole,
strutture per sanitari sospesi, oltre a una completa gamma di tasselli. Quando
sono richieste doti elevate di robustezza, isolamento acustico o resistenza al
fuoco, si possono realizzare a seconda delle esigenze, pareti a doppia lastra.
Recupero
a fini abitativi del sottotetto
Poichè il recupero degli spazi residenziali in solai e sottotetti costituisce un’esigenza sempre più attuale desidero spendere qualche parola in proposito. Innanzitutto vorrei sottolineare il fatto che sicuramente risulta indispensabile perseguire precisi criteri progettuali ed esecutivi, definiti dal corretto approccio a volumetrie atipiche molto diverse dalle tradizionali abitazioni. In tal senso il ricorso ad un tecnico che sappia valutare la specificità delle situazioni diventa fondamentale anche perché saprà consigliarvi oltre che sulla fattibilità dell’intervento anche sulla sua compatibilità con il successivo rilascio dell’abitabilità da parte delle autorità competenti e sull’esistenza di normative e procedure specifiche per il vostro caso.
In tal senso l’iter procedurale che il nostro studio è in grado di seguire è brevemente riassunto di seguito:
1. Dapprima vengono eseguite le verifiche preliminari che consistono nella valutazione di accessibilità ed altezze, nell’individuazione della struttura delle coperture e dell’ultimo solaio, nella verifica della presenza di camini e canne fumarie e d’esalazione oltrechè di eventuali servitù di passaggio.
2. Il successivo passo consiste nello studio degli aspetti tipologici cioè nella scelta della corretta distribuzione planimetrica anche attraverso l’ottimizzazione dei disimpegni, della collocazione e della tipologia più idonea delle aperture per l’illuminazione naturale; viene quindi affrontato il problema dell’utilizzo degli spazi non abitabili e della sicurezza contro le intrusioni dall’esterno.
3. Da non sottovalutare sono ovviamente gli aspetti tecnologico-costruttivi che consistono nella previsione di un’adeguata coibentazione, nella difesa contro le infiltrazioni d’acqua, nella scelta degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, del trattamento delle esalazioni e di eventuali impianti in copertura; il tutto viene ottenuto anche attraverso l’utilizzo di materiali biocompatibili e coperture bioclimatiche.
4. Se abitare il sottotetto vuol dire innanzitutto avere a che fare con una nuova esperienza di vita, di fondamentale importanza è l’aspetto della percezione che deve favorire l’esistenza di prospettive laddove la forma degli spazi le rende di difficile realizzazione; lo stesso dicasi per l’arredamento e l’illuminazione che andranno studiati con particolare cura.
5. Dopo aver affrontato gli aspetti progettuali ha finalmente inizio il cantiere nel quale le varie fasi vengono seguite con professionalità e particolare attenzione agli aspetti più delicati.
Soppalchi:
certificazione dell'abitabilità
In caso
di acquisto di un locale già soppalcato, bisogna verificare che l'abitabilità
sia stata effettivamente certificata da una regolare pratica edilizia. Se invece
si acquista pensando di poter soppalcare bisogna a priori verificare con l'aiuto
di un progettista, che l'abitabilità secondo i parametri legali sia
realmente conseguibile. L'altezza minima, al di sotto e al di sopra di un
soppalco abitabile, non deve essere inferiore a 2,10 m. Rispettando queste
misure, può essere soppalcato un terzo del locale preesistente. Se invece le
altezze sono pari o superiori a 2,20 m può essere realizzato un soppalco pari
alla metà della superficie preesistente. Il soppalco deve avere almeno un lato
in affaccio, protetto da un parapetto di altezza non inferiore a 1,10 m. I
rapporti aeroilluminanti devono essere adeguati al totale della superficie
ottenuta dopo l'intervento. Va inoltre verificata la fattibilità
dell'intervento in funzione dei nuovi carichi che andranno ad insistere sui
solai esistenti. Queste indicazioni subiscono variazioni in funzione delle
diverse disposizioni comunali e vanno quindi fatte tutte le verifiche
necessarie.
La
cucina attrezzata
Tecnologia e
design hanno cambiato l'arredamento della cucina soprattutto con l'introduzione
dei blocchi funzione, set in legno o in acciaio che riuniscono in un unico
blocco, gli apparecchi per la cottura, per il lavaggio o per la conservazione.
In più ogni blocco è dotato di contenitori e ripiani ed è indipendente dal
resto dell'arredamento. Si tratta di strutture molto flessibili, anche dal
punto di vista economico: infatti i diversi componenti vengono scelti e
assemblati secondo le attrezzature e le tipologie di mobili e materiali che
occorrono. Gli elettrodomestici possono essere sistemati dove si desidera e
intervenendo sulle prese elettriche, sugli attacchi di gas e acqua è possibile
cambiare a piacere l'organizzazione dell'intera cucina. Ogni blocco inoltre può
essere progettato con elettrodomestici di marche diverse in modo da scegliere
i modelli più in linea con le singole esigenze. Per risolvere i problemi
di spazio si possono utilizzare i cestoni, collocati sotto i ripiani della
cucina, oppure i cassettoni facilmente estraibili in cui si possono
riporre convenientemente pentole padelle e tegami. Un altro sistema per
ottimizzare gli spazi è quello di dotare le pareti di mensole e barre in
acciaio alle quali appendere mestoli, posate ecc..
Il bagno
La vita
di un bagno è strettamente legata alla durevolezza del suo impianto idraulico.
In questo campo, sono quasi scomparse le tubazioni di scarico in piombo, a
favore dei moderni tubi in PVC, polietilene ad alta densità e
polipropilene, mentre nell'adduzione, alle tradizionali tubazioni in acciaio, si
sono affiancate quelle in rame, in polipropilene copolimero, in composito
polietilene/alluminio e in polietilene reticolato. Questi nuovi materiali hanno
consentito la realizzazione di impianti in cui i tubi possono essere sfilati
comodamente per la sostituzione, senza necessità di laboriose opere murarie.
Per i
rivestimento dei bagni la tendenza più attuale è quella che fa largo ricorso a
intarsi, tozzetti e a soluzioni combinate con inserti di altri materiali (legno,
cotto e ceramica). Spesso cornici, greche e pezzi speciali hanno costi
oltremodo proibitivi e può rivelarsi utile il ricorso ad un architetto
che potrà consigliarvi aiutandovi a scegliere tra tantissimi tipi di materiali
e suggerendovi quelle soluzioni d'insieme che senza far uso di pezzi speciali
risultino altrettanto originali e armoniose e al tempo stesso economicamente
più convenienti.
Il soggiorno
Il
soggiorno va considerato come il cuore dell'appartamento dove potersi fermare e
incontrare, ma anche dove si deve poter poter circolare senza troppi intralci e
dove le varie attrezzature di servizio (mobili, sedute, tavolo ecc.) devono
rispondere non solo a una logica propria, ma alla funzionalità dell'insieme. Un
ambiente così complesso richiede ovviamente soluzioni diverse nelle varie
situazioni e non esistono formule preconfezionate o progetti da adattare ai vari
casi. Ecco allora che ogni volta il soggiorno deve essere ripensato in modo
originale ed unico come un luogo da vivere comodamente e da mostrare agli altri.
La zona pranzo
è il nuovo luogo di conversazione, di interscambio e di informazione,
soprattutto da quando nel soggiorno vero e proprio ci si dedica sempre più in
attività varie (leggere, ascoltare musica, guardare la televisione) che non
richiedono e molto spesso escludono la partecipazione degli altri membri della
famiglia. In questo senso, nelle abitazioni più attuali, l'area pranzo si trova
a perdere la sua genericità per tornare, dove consentito, a essere un vero e
proprio locale a sè, anche se di dimensioni molto contenute. In questi casi,
non basta la semplice, ma sempre fondamentale vicinanza alla cucina, ma si
possono sfruttare e attrezzare spazi e disimpegni di relazione tra la zona
cottura e il soggiorno. Diventa inoltre sempre più importante il ruolo dei
mobili, la loro funzione e disposizione, non solo come contenitori ma anche come
elementi per perimetrare lo spazio. In questo senso si rivelano ottime le
interpareti attrezzate.
La
camera da letto
Negli
appartamenti moderni, lo spazio è così prezioso che non ci si può più
permettere di utilizzare l'intera camera da letto solo per dormire. Questo
luogo, viene così sempre più sfruttato anche per attività da svolgere in
tranquillità, al di fuori delle aree di soggiorno. Ecco allora che, nel
progetto di ristrutturazione di una camera è sempre più frequente dover
prevedere una poltrona per il relax, uno scrittoio o una libreria per lo studio,
un angolo computer per lo svago e il lavoro, piccole aree per il fitness: bici
da camera, spalliera, attrezzi. Tutto ciò richiede una dotazione e
distribuzione di attrezzature che, fino a qualche tempo fa, non erano proprie di
una camera, oppure che solo in minima parte venivano concentrate attorno al
letto. Dalle prese elettriche a quella per il televisore, dall'ormai
diffusissimo punto telefono meglio se con luna linea dedicata al computer, fino
ai vari punti luce per l'illuminazione generale e di area.
La
cabina armadio
Può essere
realizzata in muratura tradizionale o in cartongesso. Inoltre la moderna
industria del mobile mette a disposizione numerosi sistemi che, attraverso
pannellature coordinate a guardaroba e contenitori, consentono di creare una
cabina armadio senza necessità di opere murarie che talvolta possono risultare
difficili o invasive. Per dimensionare la larghezza di una cabina armadio, va
considerato che l'ingombro dei vestiti appesi è di circa 60 cm, ai quali ne
vanno aggiunti altri 60 per il passaggio. Se si prevede di utilizzare lo
spazio armadio anche come spogliatoio, lo spazio di passaggio va portato tra gli
80 cm e il metro. Il ricorso ad un tecnico può aiutarvi a valutare la
fattibilità dell'intervento e il suo inserimento nell'ambiente a disposizione.
Soppalchi
letto e pedane
Spesso
consigliato nelle camere dei bambini e nei monolocali perchè permette di
sfruttare al meglio gli spazi a disposizione isolando la zona notte, il soppalco
letto costituisce un semplice elemento di arredo. Non necessità perciò di
particolari permessi. E' costituito da una semplice piattaforma, in genere in
legno e dotata di una comoda scala capace di accogliere il letto. Sarà
possibile così attrezzare lo spazio sottostante con scrivanie, armadi,
librerie, rispostigli per i giochi dei bambini ecc... In alternativa per
ambienti piccoli si può prevedere una pedana con un letto a scomparsa che viene
estratta al momento di dormire. Di giorno la pedana consente di sfruttare lo
spazio libero, lavorando o studiando, di notte fungerà da comodino.
Spazi
accessori e abitabilità
Seminterrati e
cantine non possono essere adibiti a uso abitativo. Per questi spazi sono
previsti esclusivamente utilizzi, come ripostigli, guardaroba, lavanderie o
bagni di servizio che non comportino la permanenza continuativa di persone. Lo
stesso discorso vale per i sottotetti privi dei requisiti di abitabilità.
Se questi spazi accessori alla residenza risultano contigui alle unità di
pertinenza, vicini cioè alle abitazioni, è possibile realizzare un
collegamento diretto attraverso una scala interna. In questo modo sarà
possibile accedere alle cantine o ai solai direttamente da casa.
Terrazzi
da vivere
Opportunamente
arredato il terrazzo può diventare una parte integrante e vivibile della casa.
La vivibilità di un terrazzo o di un balcone dipende da due fattori principali:
la grandezza e l'esposizione. Se non vi batte mai il sole o se è soggetto alle
intemperie sarà difficilmente utilizzabile, ma se superficie e collocazione lo
permettono, può essere trasformato in uno spazio funzionale senza spese
eccessive. Si possono disporre panche, sedili e sdraio e arricchire l'ambiente
con fiori, piante e rampicanti. Le fioriere, i grigliati e in generale tutte le
strutture in legno devono essere realizzati con legno impregnato di
sali, così da proteggerlo dagli agenti atmosferici. Occorrerà eseguire una
manutenzione periodica, stendendo una vernice impregnante in grado di agire
contro i funghi azzurranti e quelli distruttori del legno. Altre soluzioni più
complesse e adatte alle sole terrazze, consistono nella predisposizione di
gazebo in metallo o in legno che, ricoperti di tela o vetro nella parte
superiore, costituiscono un riparo dalla pioggia e al tempo stesso offrono
un'ampia visuale e la circolazione dell'aria grazie alle ampie aperture sui
lati. Un'altra possibilità è quella di realizzare pergolati in legno o metallo
su cui far adagiare piante rampicanti o teli ondulati.
L'impianto elettrico
La
legge 46/90 ha sancito obblighi e doveri nel campo della sicurezza elettrica. Il
fatto che un impianto funzioni non vuol dire che sia in regola e sicuro. Da
tempo si tendono a sollecitare i proprietari di appartamenti dotati di un
impianto realizzato prima degli anni ' 60 a farlo sostituire perchè pericoloso.
Per gli impianti realizzati sino a oltre il 1970 è comunque necessario un
severo controllo, e in ogni caso tutti gli impianti non a norma andrebbero
revisionati e adeguati. Gli interventi devono essere eseguiti da personale
qualificato, tenuto a dichiarare la rispondenza dell'impianto elettrico alla
legge vigente attraverso un certificato.
Inoltre
non è sufficiente mettere in regola il proprio impianto se tutti i condomini
non hanno fatto altrettanto. Una dispersione o un guasto in queste unità
potrebbe trasmettersi anche ad alloggi protetti. Quando non si hanno sufficienti
garanzie sulla sicurezza elettrica dell'immobile, bisogna segnalarlo
all'amministratore (responsabile per legge), sollecitando le indagini e i
provvedimenti del caso, sia sulle parti comuni, che sulle singole unità
abitative.
Il
riscaldamento a pavimento
Esso è un
sistema di riscaldamento che avviene per irraggiamento impiegando l'acqua che
circola in una rete di tubi annegati nella soletta del pavimento. Questo tipo
di impianto consente di ottenere una ripartizione del calore in modo
uniforme su tutta la superficie di calpestio, fornendo un miglior
benessere all'ambiente e alle persone. La particolare ripartizione della
temperatura, vicina ai valori ideali permette inoltre di mantenere
l'impianto a una temperatura di gestione molto bassa, riducendo sensibilmente i
consumi. I costi di gestione di un impianto di riscaldamento a pavimento
consentono infatti un risparmio sino un 15-30% rispetto ad un impianto
tradizionale. Anche dal punto di vista igienico le sue caratteristiche sono molto
interessanti: essendo il pavimento anche il corpo scaldante risulterà più
facile da pulire; in assenza di convettori sarà possibile eliminare i nidi
di polvere, inoltre la bassa differenza di temperatura tra pavimento e
ambiente ridurrà notevolmente il sollevamento di polvere e con essa dei
batteri spesso causa di fastidiose allergie. I pavimenti riscaldati, sottraggono
ai batteri, in particolare agli acari della polvere il loro elemento vitale,
cioè l'umidità.
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